Napoli. Al Salone del Libro la “Colonnese”: una realtà editoriale giovane, con una grande storia e tradizione

Napoli. Al Salone del Libro la “Colonnese”: una realtà editoriale giovane, con una grande storia e tradizione
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A cura di Daniela Marra

Nella splendida cornice di Palazzo Reale a Napoli, tra cortile e saloni, si è conclusa il 4 luglio la prima fiera del libro aperta al pubblico, dopo un periodo di grandi sacrifici a causa della pandemia. Un grande evento che ha coinvolto il mondo culturale a più livelli dalla letteratura agli spettacoli teatrali e musicali. Tra gli 80 stand all’aperto abbiamo scelto di intervistare la casa editrice Colonnese, che rappresenta, in linea con il tema “Passaggi” del salone del libro, un vero e proprio punto di incontro tra modernità e tradizione.

Francesca Mazzei, giovanissima editrice dalla grande competenza è stata più volte avvicinata alla personalità di Elvira Sellerio, l’angelo custode consacrato alla cultura. Ed è proprio la tenacia di questa giovane donna unita alla coinvolgente dolcezza, la sua ferma convinzione di considerare il Mezzogiorno un’opportunità di apertura internazionale, a renderla così vicina alla grande editrice Sellerio.

A distanza di due anni si è riaperto il Salone del Libro. Quali sono state le emozioni più significative di tale evento?

Tornare in presenza con la cultura. Ritrovare tanti autori, case editrici, librerie e appassionati di libri, è stato sicuramente emozionante. La Colonnese and Friends gestisce anche ben 4 librerie in Campania e riteniamo il rapporto con il pubblico sia ciò che ci contraddistingue dal mercato dell’online e dalle librerie di catena. Consigliare libri, scoprire i nuovi gusti di lettura e i nuovi generi letterari è un compito importantissimo per gli editori e per i librai ma per noi è soprattutto una vera e propria passione.

La Colonnese è una realtà editoriale giovane, con una grande storia e tradizione, come coesistono le due dimensioni e in che modo si completano?

Credo che tradizione e innovazione siano due facce della stessa medaglia. Abbiamo pubblicato nel 2018 tutte le poesie e le liriche di Totò con l’erede de Curtis, Elena. Ci chiedevamo, nelle nostre tantissime sedute in redazione, come poter trasmettere soprattutto ai giovani l’antica tradizione lirica e poetica di Antonio de Curtis. Abbiamo così deciso di inserire all’interno del volume alcuni QR code, attraverso i quali, inquadrandoli con la fotocamera di un qualunque smartphone, è possibile ascoltare le poesie e le liriche di de Curtis, da lui direttamente recitare. Il successo dell’operazione è stata immediato e la nostra soddisfazione più grande è stata di essere riusciti a recuperare e trasmettere la tradizione attraverso l’innovazione. 

La cura delle vostre collane, dalle copertine alla scelta degli autori è motivo di grande apprezzamento da parte del pubblico, ci vuoi raccontare come avvengono questi piccoli miracoli? Piccoli, perché a volte ci troviamo davanti a gioiellini in miniatura

Questi piccoli miracoli vengono realizzati attraverso un attento e preciso lavoro di squadra: mia sorella Sara, che mi affianca con passione e tenacia nella ricerca di nuovi autori e talenti letterari; Giuseppe Pesce e Rosaria Rizzo, a mio parere tra i migliori editor dell’editoria italiana. Antonio Ferrieri e Gaetano Gravina, che con i loro impeccabili gusti estetici rendono i libri dei veri e propri “gioielli”. Andrea e Nino che con tanta passione si occupano di promuovere le nostre “chicche letterarie”. I processi editoriali sono più lunghi e difficili di quanto si possa immaginare. Tuttavia, grazie a una forte e solida “famiglia editoriale”, così come la intendevano la grande famiglia di editori Sellerio, sarà più breve e facile dare vita a dei veri e propri miracoli. Perché fare editoria, di questi tempi è un vero e proprio miracolo e non posso non ringraziare tutta la mia Casa Editrice.

Come sta cambiando il panorama editoriale in questi anni?

Si pubblicano troppi libri. Il mercato è editoriale ormai saturo, ancor di più dopo la pandemia. Oltre l’editoriale ci occupiamo anche del settore librario e notiamo finalmente che le case editrici (piccole, medie e grandi) stanno ponendo più attenzione su chi e cosa pubblicare. Per lungo tempo grandi marchi editoriali, attraverso le loro pubblicazioni, hanno alimentato l’opinione secondo cui chiunque potesse scrivere un libro su qualunque argomento. Ciò ha comportato che numerose piccole-medie case editrici, venissero completamente oscurate.  Fortunatamente notiamo più selezione editoriale e dunque maggiore visibilità nel mercato.

Cosa significa per te essere editrice?

Credo che l’editore abbia il compito di diffondere la conoscenza. Le mie soddisfazioni editoriali più grandi derivano da testi, storie, racconti e saggi inediti, che finalmente sono stati diffusi e conosciuti da tantissimi lettori. 

E da lettrice perché sceglieresti un libro Colonnese?

Sceglierei un libro Colonnese per la scelta editoriale degli autori, la ricerca editoriale dei testi e per la cura estetica di ogni libro. 

La vostra realtà editoriale possiede uno straordinario respiro internazionale, quali sono i vostri progetti per un immediato futuro?

Anche la Colonnese and Friends sta scegliendo con più attenzione le future pubblicazioni editoriali. Cerchiamo di affermarci a livello nazionale, continuando con la tradizione di editori specializzati nella Campania e nel meridione ma aperti anche a pubblicazioni di forte impatto letterario e sociale, che si allontanano da Napoli, come “Nera preziosa” di Asya Djoulait che pubblicheremo in inverno. 

Qual è stato l’avvenimento che ti ha toccato di più della tua vita in editoria?

Nei miei 5 anni di esperienza editoriale, l’episodio più straordinario è stato l’essere stata affiancata, appoggiata e sostenuta da Antoine Gallimard e Jean Noel Schifano.

di PC

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