La Pietà laica di Domenico Sepe: una dedica alla madre del piccolo Domenico
La Pietà laica di Domenico Sepe, dedicata alla madre del piccolo Domenico, nasce come gesto di vicinanza e come monito collettivo. La scultura, oggi più che mai, rappresenta il dolore di una madre e la necessità di non dimenticare quanto accaduto.
Una Pietà laica nata prima della tragedia
Nella sua bottega di Afragola, Sepe stava modellando da mesi una scultura in argilla destinata a diventare bronzo: una Pietà laica, priva di simboli religiosi, che ritrae una madre nell’atto di stringere il figlio. Un’immagine che oggi coincide drammaticamente con la storia di Patrizia Mercolino e del suo bambino.
La dichiarazione rilasciata a il Mattino
«La Misericordia Pacis nasce dal silenzio più duro da accogliere: quello di una madre che stringe il proprio bambino e ne custodisce l’ultimo respiro. Oggi quell’immagine è diventata il volto del dolore di Patrizia», ha spiegato Sepe.
La dedica a Patrizia Mercolino: il cuore dell’opera
La scultura non è solo ispirata al dolore di una madre: è dedicata direttamente a lei. Sepe ha voluto che la Pietà laica fosse un abbraccio simbolico a Patrizia Mercolino, che ha affrontato l’impensabile.
«Dedicare quest’opera a Patrizia significa riconoscere il suo coraggio», afferma Sepe. «Il piccolo Domenico è diventato figlio di tutti noi. La sua storia ci ha interrogati e ci ha costretti a guardare in faccia la fragilità della vita».
Il gesto della mano: un invito a non distogliere lo sguardo
La madre scolpita da Sepe tiene il bambino tra le braccia, mentre una mano si apre verso il basso. Un gesto che l’artista interpreta come un appello alla responsabilità collettiva:
- Non dimenticare
- Non voltarsi dall’altra parte
- Non ridurre la vicenda a un semplice fatto di cronaca
«Quella mano aperta non è resa», spiega Sepe. «È un invito: fermiamoci, guardiamo, ricordiamo. L’arte può diventare un ponte tra ciò che abbiamo perduto e ciò che dobbiamo ancora difendere: la memoria, la giustizia, la speranza».
Le indagini sul trapianto e la richiesta di verità
Mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia, la magistratura prosegue le indagini per chiarire eventuali responsabilità nel trapianto del cuore ritenuto non idoneo. I legali del cardiochirurgo coinvolto sostengono che sia stato fatto «l’impossibile» per salvare il bambino, in una corsa contro il tempo.
La Pietà laica di Domenico Sepe si prepara così a diventare un simbolo: un invito a non lasciare che la storia del piccolo Domenico svanisca e a sostenere la battaglia di una madre che porta il peso di un dolore che appartiene a tutti.
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