Camorra economia legale Arzano Terzigno: quattro nuove interdittive
NAPOLI – La lotta alla camorra nell’economia legale ad Arzano e Terzigno registra un nuovo intervento deciso da parte della Prefettura. Sono state emesse quattro interdittive antimafia nei confronti di imprese ritenute a rischio infiltrazione, attive in settori considerati sensibili nell’area metropolitana.
Camorra economia legale Arzano Terzigno: la strategia preventiva della Prefettura
Le interdittive antimafia sono uno strumento amministrativo che permette allo Stato di bloccare l’operatività di aziende sospettate di collegamenti con clan attivi tra Arzano, Terzigno e i comuni limitrofi.
Non servono condanne, ma elementi concreti e attuali che indichino un rischio di condizionamento criminale.
L’obiettivo è impedire che imprese inquinate possano ottenere appalti, concessioni o fondi pubblici, proteggendo così il tessuto economico sano.
I settori più esposti alle infiltrazioni criminali
Secondo fonti istituzionali, i clan puntano soprattutto a:
- edilizia
- logistica
- ristorazione
- servizi ambientali
- gestione dei rifiuti
Ambiti dove la camorra tenta di inserirsi per riciclare denaro o controllare il territorio, sfruttando imprese formalmente regolari ma di fatto condizionate.
Un segnale forte per Arzano, Terzigno e l’intera area metropolitana
Le quattro interdittive confermano la linea dura della Prefettura, che negli ultimi mesi ha intensificato i controlli antimafia nelle zone più esposte, tra cui Arzano e Terzigno.
Un lavoro che tutela gli imprenditori onesti e rafforza la concorrenza leale, contrastando la pressione criminale nei settori economici strategici.
Legalità come condizione per lo sviluppo del territorio
La Prefettura ribadisce che la crescita economica passa dalla trasparenza.
Ogni interdittiva è un messaggio chiaro: la camorra non deve trovare spazio nell’economia legale, né ad Arzano, né a Terzigno, né nel resto della provincia.
Una battaglia che coinvolge cittadini, imprese e istituzioni
Il contrasto alle infiltrazioni mafiose non riguarda solo le aziende, ma l’intera comunità.
La collaborazione tra Prefettura, forze dell’ordine, enti locali e associazioni resta fondamentale per proteggere il territorio e garantire un futuro libero da condizionamenti criminali.
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